Discorso di benvenuto del Padre Richard Lamoureux

(anfiteatro romano di Plovdiv, 25 maggio 2002)

 

Kristos veuskresna (Cristo è resuscitato) !

Naistina veuskresna (Veramente è resuscitato) !

Vkatchestvoto si na glaven nastoyatel na vsitchki ouspentsi, za mene e goliama tchest da vi posrechtna vsitchki vas tazi vetcher touk, tazi vetcher vseuchtnost e edno tchestvane na hristovoto veuskressenie. I razbira se, za men tova e izvor na goliama radost I seum mnogo gord da vi priema kato bratia I sestri na trimata svechtenitsi, koito ni seubraha touk : Yosafat, Kamen i Pavel.

Saluto in modo molto speciale  quelli di voi che sono di Plovdiv, in particolare, e della Bulgaria in generale. Percorrendo il vostro paese, da Sofia, a Plovdiv, a Pokrovan, ho scoperto un popolo accogliente ed entusiasta ed un paese di una prodigiosa bellezza naturale. La Bulgaria occupa un posto molto particolare nel cuore di ogni Assunzionista perché qui fu fondata la prima missione fuori dalla Francia lanciata dal nostro Padre Fondatore Emmanuele D'Alzon, un paese che, per questo motivo, gli era caro. Grazie dell'accoglienza così calorosa che avete offerto ad ognuno di noi che arriviamo da paesi diversi, e grazie per il vostro desiderio di unirvi a noi con così grande trasporto, per la commemorazione dei tre martiri originari del vostro paese.

I am happy to welcome all of you, young and less young, whatever your faith, and of course in particular those of you who are part of the Christian community. Our founder wanted his brothers and sisters to witness to an authentic love for all and to be of service to everyone in need. Our brother martyrs were exemplary in their efforts to foster reconciliation and unity among peoples of every faith.

Il mio benvenuto è rivolto anche ai nostri amici di Roma che hanno accettato di unirsi a noi in quest’ occasione. Vi siamo riconoscenti per il sostegno e l’incoraggiamento che ci avete dato nel corso di questi ultimi mesi e siamo molto toccati ed onorati di avervi fra noi qui a Plovdiv.

Y, por ultimo, una palabra de bienvenida a todos los miembros de la familia asuncionista que habéis acudido de tan diversas zonas del mundo para esta celebración: sacerdotes, hermanos, hermanas, seglares amigos. Especial reconocimiento quiero expresar a las cinco Superioras Generales de las Congregaciones femeninas de la familia. Nuestra presencia aquí tiene un significado muy profundo para la población de Plovdiv y de todo este país, y es motivo de gran alegría para la familia de la Asunción. Que este encuentro sea fuente de gracias abundantes para cuantos nos afanamos en la misión confiada a nuestra familia.

Mentre siamo riuniti nell'anfiteatro Romano di Plovdiv, la notte avanza. Ed è stato di notte, quella del 4 luglio 1952, che i fratelli Kamen e Pavel hanno raggiunto in prigione il loro confratello Josafat, tutti accusati di tradimento verso la Bulgaria. 

E' stato di notte, quella del 3 ottobre 1952, alle ore 21, che Kamen Vitchev, Josafat Chichkov e Pavel Dijdjov, insieme al vescovo Eugenio Bossilkov, furono condannati a morte. 

Ed è sempre di notte, l'11 novembre 1952, alle 22,30, che furono fucilati nel cortile della prigione centrale di Sofia.  Questa sera, in questo 25 maggio 2002, mentre cade la notte, noi facciamo memoria della loro scomparsa, nella solitudine e nel fallimento, e tutti insieme celebriamo la loro vittoria sulla potenza della morte e del male.

 Cristo è resuscitato!  Kristos veuskresna !

I nostri tre confratelli erano degli uomini; hanno conosciuto la paura della sofferenza, il dubbio. prima della loro ultima ora, essi avevano già avuto il presentimento di quello che li attendeva

Kamen l'aveva espresso in questo modo al suo Superiore in Francia: 

 

"la cortina di ferro diventa sempre più opaca...ci si domanda se la Chiesa cattolica potrà sopravvivere in Bulgaria...Che tempi viviamo...!Pregate e fate pregare attorno a voi per i nostri fratelli in Bulgaria che forse saranno chiamati a testimoniare per Cristo e la sua Chiesa. Che possiamo essere degni di Cristo e dell'Assunzione!" 

 

L'anno seguente, aggiunse:

 

"Tutti i religiosi si sforzano di rendersi degni della situazione presente e meritare attraverso una vita quotidiano più fervente la grazia del martirio" 

 

Nel loro modo di soffrire, noi vediamo degli uomini che hanno dato la loro vita per la famiglia religiosa, per la loro missione, per l'unità della Chiesa e per il loro popolo. Essi erano pronti a rinunciare alla loro vita piuttosto che rinnegare il loro amore per Cristo e la sua Chiesa.

E' di notte che  Josaphat, Kamen et Pavel hanno dato la loro vita e in questa notte e in questo luogo, ora, la loro santità risplende per il mondo intero.

 

Sì, Cristo è resuscitato !

Kristos veuskresna !

 

                                                                                Richard Lamoureux (28/05/2002)       

 

 

"Noi dobbiamo avere uno spirito di gioia nella generosità"

P. d'Alzon (13 agosto 1877) ES p.724

 

 

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