Il dono dei nuovi beati per la comunità Assunzionista di Firenze 

 

Il 26 maggio 2002, il Santo Padre ha beatificato i nostri tre fratelli,           
Josafat CHICHKOV , Kamen VITCHEV, Pavel DJIDJOV,
martiri della Chiesa e testimoni della fede.

Il padre Josafat CHICHKOV, nato nel 1884 era professore e formatore di giovani che si orientavano al sacerdozio. Uomo semplice, padre spirituale per i giovani, specialmente quelli in difficoltà, e "scienziato" per il suo tempo, poiché usava strumenti "moderni": una macchina da scrivere con caratteri cirillici, il cinema, il grammofono, per evangelizzare il mondo giovanile. Accusato d'essere spia del Vaticano e dell'imperialismo occidentale, era di fatto solo "colpevole" di essersi dimostrato un buon formatore, amato dai giovani e dalla sua comunità. Venne fucilato in prigione a 68 anni.

Il padre Kamen Petar VITCHEV , nato nel 1893, era professore e formatore di giovani, al seminario assunzionista e nei nostri collegi; profondo studioso, e "leader" delle comunità bulgare assunzioniste. 
La sua visione cristiana del mondo di fronte alla dottrina materialista e atea, allora dominante nel suo Paese, gli hanno creato parecchi nemici nel governo. La sua "colpa" era quella di essere uno studioso competente, un educatore apprezzato ed un appassionato operatore dell'unità delle chiese d'Oriente e d'Occidente. Venne fucilato in prigione a 59 anni.

Il padre Pavel DJIDJOV, il più giovane dei tre martiri, nato nel 1919, era uno sportivo di alto livello, uomo pratico era incaricato delle finanze della missione assunzionista in Bulgaria, ma consacrava molto del suo tempo alla formazione dei giovani ed era molto amato dai suoi studenti. Era "colpevole" di aver difeso la libertà religiosa di fronte al regime totalitario, e di essersi consacrato alla formazione umana e spirituale della gioventù del suo Paese. Venne fucilato in prigione a soli 33 anni.

Sono passati 50 anni da quella notte tra l'11 e il 12 novembre 1952 nella quale tre uomini, per amore del loro popolo, donarono la vita nel cortile della prigione centrale di Sofia, in Bulgaria. Nessuno ne ha più parlato, e il granellino della loro santità e rimasto sepolto mezzo secolo. Oggi la spiga matura della loro testimonianza è additato al mondo intero. 
E' così che Gesù ha descritto il Regno di Dio, è come il granellino sepolto sotto terra, che con il tempo dà molto frutto. 

Così diversi per carattere, cultura, interessi, erano esperti in "umanità", hanno amato, come Gesù, fino alla fine, consapevoli che amare significa donare la vita. 
Pavel, il più giovane scriveva ai suoi fratelli assunzionisti qualche settimana prima del suo arresto: "un prete è stato condannato a morte, un altro a 20 anni di prigione, altri due saranno presto giudicati. Noi aspettiamo il nostro turno… Che la volontà di Dio sia fatta !". 
Questa è la loro semplice testimonianza d'amore che c'interpella oggi.

Perché questa beatificazione è una grazia per noi, comunità di cristiani di Borgo Pinti? 
Perché è una grazia per tutti gli amici dell'Assunzione? 
Per noi il loro martirio, la testimonianza del loro amore per Dio e per gli uomini, ci tocca ad un livello profondo. E' una gioia vedere che la Chiesa proclama la santità di tre "nostri" fratelli. 
Il nostro carisma di "agostiniani dell'assunzione" è stato onorato dalla Chiesa, è il "cammino di santità" di questi tre nostri fratelli, e sapere che il "sentiero" tracciato dal Padre Emanuele d'Alzon nostro Fondatore, porta alle vette dell'amore che si dona fino alla fine, ci rende più sicuri nel percorrerlo e nel proporlo a voi, amici sparsi un po' dovunque. 
Ma c'è un punto che mi sembra interessante per la comunità cristiana di Borgo Pinti. I martiri Giuseppe, Kamen-Pietro, e Paolo erano formatori di giovani, educatori della fede e dell'uomo. E' per questo che sono stati fucilati. Ora il progetto della comunità cristiana di Borgo Pinti è la formazione della fede dei giovani, all'interno della Chiesa di Firenze e italiana.
Ci chiediamo se non sia una grazia speciale la beatificazione dei nostri tre fratelli Giuseppe, Kamen-Pietro e Paolo. Non potrebbero diventare i nostri tre santi compagni di viaggio verso le vette della santità, qui a Borgo Pinti, dove voi giovani vi formate alla vostra vocazione sulla terra, con lo studio, il lavoro, la preghiera, il servizio, la fraternità? 

Ci è difficile comprendere cos'è il martirio. 
Come i tre beati Giuseppe, Kamen-Pietro, e Paolo, Gesù era appassionato per la bellezza della verità, che suo Padre gli aveva chiesto di comunicare agli uomini. 
E Gesù ha pagato con il martirio le parole che ci ha dette: non siete soli, o abbandonati alla deriva, la vostra vita ha uno scopo, che non è il successo, il benessere materiale, ma l'amare e l'essere amati ora e per tutta l'eternità. 
Potremmo rimanere turbati da questo messaggio, e rifiutarlo, forse a causa del modo in cui Dio ha deciso di annunciarlo. Qual è stata la risposta di Gesù di fronte a questo rifiuto? 
Non poteva certo imporre il messaggio dell'Amore di Dio con mezzi violenti, quindi avendo parlato il più chiaramente possibile, Gesù non aveva che un solo mezzo per rispondere al rigetto, fare ciò che fa ogni innamorato: si è messo nelle mani di coloro che amava. 
L'amore non gli permetteva altre risposte. L'amore non può scegliere che un totale consegnarsi per il bene di coloro che sono amati. 
La beatificazione dei nostri tre fratelli è per noi un forte richiamo a seguire il Cristo più da vicino, per evitare ogni compromesso quando si tratta della qualità del nostro amore. 
Siamo idealmente uniti al popolo Bulgaro che ieri, nell'antico anfiteatro romano di Plovdiv, ha vegliato, fatto memoria, pregato. Molti, dai 60 anni in su, erano ragazzi che hanno conosciuto e amato i tre beati padri: Giuseppe, Kamen-Pietro e Paolo. Vogliamo inseme a loro ringraziare Dio per la strada che ha fatto loro percorrere, e chiedere per noi la grazia di imitare il loro amore fino alla fine, nella famiglia e nella vita consacrata. 

"Dio, nostro Padre, Tu hai dato la grazia e la forza del martirio ai nostri fratelli Kamen VITCHEV, Pavel DJIDJOV, et Josafat CHICHKOV. In una società che ha voluto costruirsi senza di Te, Tu hai offerto la testimonianza della Buona Novella di Gesù, tuo Figlio. Per la loro intercessione e il dono della loro vita, mandaci lo Spirito di audacia per vivere e annunciare senza sosta le Beatitudini e diventare così costruttori di unità e di pace, nel nostro mondo. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Salvatore. Amen."
Firenze 26 maggio 2002 La comunità assunzionista di Borgo Pinti


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