ECO DALL’ ORIENTE   Primo giorno

 

 

              

Quando giunse a Firenze l’invito della comunità assunzionista di Plovdiv in Bulgaria per partecipare il 13 novembre alla festa dei nostri tre martiri, i Beati Kamen, Pavel e Josafat, abbiamo compreso che non potevamo mancare.

La priorità per la Missione d’Oriente, che il Capitolo generale e Provinciale avevano sottolineato, ed il desiderio di rispondere con umiltà e concretezza ai bisogni di un popolo uscito dall’incubo di un materialismo marxista ateo, che rischia di cadere in quello di un ateismo capitalista pratico perdendo la sua grande anima religiosa, ci fece decidere di rispondere affermativamente.

 

Ma chi mandare?

I Padri Filippo e Giuliano il 13 novembre erano impegnati ad Assisi. Si decise per due ultras [1] della comunità.

Sentivo nel cuore il richiamo dell’Oriente che mi affascinava, e che non conoscevo affatto.

Il Padre superiore comprò una macchina fotografica tutta nuova e me la consegnò con l’ordine tassativo di scrivere un giornale di bordo. Per obbedienza ci provo, avvertendo il lettore che  è la prima volta in vita mia che faccio fotografie e scrivo un diario, così può fermarsi qui nella sua lettura.

 

Il 10 novembre 2005, alle 6.30,  i due ultras si ritrovano alla stazione di Firenze, uno attendeva l’altro seduto ai piedi di una mansueta statua di mucca. Guarda gli occidentali cosa ti inventano per attirare nelle stazioni..  e via verso Roma Fiumicino.

E’ una splendida giornata primaverile, l’estate di S. Martino.

Manfredi, un assunzionista laico di Borgo Pinti, (così ora li chiamano) è felice di far visita all’amico e maestro P. Claudio,  ma non è molto convinto di salire sull’aereo della compagnia bulgara, sostiene che “è un regalo fatto dalla Russia alla Bulgaria 50 anni fa’ e .. potrebbe perdere i motori”.  Mi impressiono anch’io perché noto che nel salire la scaletta diventa bianco come un lenzuolo, poi si rassegna… e via verso l’Oriente.

Sotto di noi il mar Tirreno... attraversiamo lo stivale dell’Italia, il mare Adriatico, ecco i Balcani.

Sorvoliamo terre montagnose, villaggi e piccole città...

 

Guardo dal finestrino gli insediamenti umani che scorrono sotto di noi come piccole macchie chiare sullo sfondo bruno della terra. Il mio pensiero e preghiera va alle nascite e alle morti, ai canti e ai sorrisi, al lavoro duro e alle feste gioiose degli uomini, al loro pianto e alle preoccupazioni della vita attuale... Come è relativa vista da quassù, e come è bella! Manfredi scorre più volte il giornale e commenta i fatti con quella punta di ironia che lo caratterizza. Non gli sfugge che la hostess ci ha servito senza guanti, ma ha poi ritirato i resti “con i guanti”, come se “ noi “ fossimo pericolosi, commenta sorridendo.

Arriviamo in anticipo all’aeroporto di Sofia, la capitale, situata in una bacinella circondata da montagne.

Ad attenderci i Padri Daniel e Claudio, con un sorriso più luminoso del sole. Anche qui è primavera, all’esterno e nei nostri cuori.

Ho la sensazione che non siamo qui per caso e che il nostro viaggio sia l’inizio di qualcosa di bello che maturerà, a Dio piacendo. La prima visita, ci dicono i nostri ospiti, è all’Esarcato di Sofia dove il Vicario generale, Padre Blagovest ci attende.

 

        

E’ un sacerdote giovanile, affabile e semplice, di rito Orientale, con il suo Vescovo regge la diocesi di rito cattolico orientale, gli Uniati, della Bulgaria. [2]

La piccola chiesa dell’Esarcato è molto bella, sormontata all’ingresso da una icona della Vergine con il bambino.

All’interno la tradizionale iconostasi con al centro la porta di ingresso, detta del Paradiso perché introduce nel Mistero di Dio. Da essa passa solo il sacerdote che celebra dietro questa “parete di icone”: alla sinistra della porta l’icona della Vergine col Bambino, accanto a lei quella del santo al quale e dedicata la chiesa; a destra della porta del paradiso l’icona di Cristo con accanto quella di S. Giovanni Battista, con le ali perché  è il messaggero di Cristo. In tutte le chiese che abbiamo visto Cristo e Giovanni Battista si assomigliano, forse perché sono cugini. Seguono sulla parete altre meravigliose icone.

Dietro l’iconostasi c’è l’altare della celebrazione eucaristica, al centro il santo Crocifisso, con la Madonna e S. Giovanni evangelista ai lati. Contempleremo durante il viaggio, nelle chiese cattoliche di rito orientale e in quelle ortodosse l’iconostasi, una meravigliosa illustrazione del mistero cristiano che introduce alla celebrazione della Divina Liturgia (così chiamano la S. Messa), Attraverso l’iconostasi raggiungiamo le radici e i frutti del Mistero di Dio fatto Uomo.

 

Penso a questa antica tradizione orientale della Chiesa, alle sofferenze che hanno affrontato sacerdoti e laici nel corso dei secoli e specialmente nel dopoguerra.

Brevi accenni di Padre Blagovest dicono quanto costa essere fedeli al proprio credo nei momenti difficili della persecuzione.

Nella casa del vescovo incontriamo con gioia l’Esarca, il Padre assunzionista Stratiev Metode, che ha 90 anni ed è a riposo, anche se ancora molto attivo. Ha subito con i martiri il processo ed ha fatto 10 anni di prigione dura, ma è la semplicità e la dolcezza in persona. Ci riceve affabilmente nella sua modesta stanza e ci parla con un sorriso molto bello. Ascoltarlo è per noi un tuffo nella memoria assunzionista di quelle terre benedette e martoriate.

Ricorda con entusiasmo anche Firenze, Cannero, Padre Enrico Giugni suo professore di matematica. Si commuove dicendo che ha personalmente conosciuto i tre martiri, il P. Kamen fu suo professore di filosofia, ne parla con venerazione.

Ci diamo appuntamento domenica a Plovdiv per la festa  dei nostri tre martiri. Padre Daniel lo invita a dire “due parole”, e commenta sorridendo e guardandoci: “non sarà breve”. [3]

 

Dall’ Esarcato rendiamo visita alle Suore Eucaristine, fondate dal Padre Aleodati, Lazzarista torinese.

Pare abbia appreso il bulgaro in 6 mesi… “come P. Claudio”, commenta argutamente il P. Daniel.

Ci accorgiamo infatti che Claudio parla il bulgaro come fosse il suo dialetto di Sacconago, in provincia di Varese.

Visitiamo, accanto al convento, la chiesa più grande di rito cattolico orientale slavo a Sofia, inaugurata due settimane fa e dedicata al Beato Papa Giovanni 23° che aveva acquistato il terreno quando era Nunzio in Bulgaria.

 

 

All’interno l’iconostasi con i temi tradizionali richiama immediatamente al mistero cristiano ed alla preghiera.

 

La terza visita di questa splendida giornata è sulla strada che da Sofia conduce a Plovdiv.

Su un terreno solitario sorge il Carmelo, Madre Maria Teresa, Bulgara, ci accoglie come sanno fare soltanto coloro che vivono a lungo nella contemplazione dell’Amore Eucaristico.

                                    

                           

Si interessa a noi con gentilezza ed in poche parole ci dice l’essenziale di quello che vivono le sette suore di questo Carmelo del quale è Superiora. Le due anziane nel periodo comunista hanno sofferto molto, una subì il processo con i Martiri e venne condannata ai lavori forzati su un’isola, con le donne.

Ora il Carmelo ha una giovane professa e tre novizie, due slovacche ed una ucraina, che in modo inatteso fanno sorgere sul vecchio tronco, spezzato dalla bufera della persecuzione, il germoglio del loro carisma: sviluppare il Carmelo nelle nazioni slave. Per me è un’ evidente conferma a quello che sperimentiamo noi a Firenze: Dio ha il suo progetto d’Amore su ogni uomo ed ogni comunità e lo realizza proprio quando pensiamo sia impossibile, e sempre in modo diverso e più bello da come lo immaginiamo noi... La Madre ci ringrazia della visita, e dei missionari che mandiamo per aiutare la chiesa bulgara ad uscire dall’inverno nel quale la persecuzione l’aveva lasciata.

Continuiamo il viaggio verso Plovdiv, il paesaggio è bello, a destra due catene di montagne parallele all’autostrada, piccoli villaggi dovunque. Filiamo chiaccherando e scendiamo verso la pianura bulgara che arriva fino al mar Nero.

Ecco finalmente Plovdiv con le sue piccole e caratteristiche colline! [4] Qui la vita è dura, ci dice Padre Daniel. Il salario minimo è di 70-80 euro al mese, un decimo del nostro, e la vita costa circa la metà di quanto costa in Italia. Poco per noi, molto per loro che hanno un doppio lavoro per sbarcare il lunario. Per questo l’emigrazione dei giovani è altissima.

All’arrivo ci attende col suo affabile sorriso e la sua calma proverbiale il Padre Petar (Pietro), Serbo e superiore della comunità,  e Boris, un giovane bulgaro che vive con noi quest’anno. Un altro, Martin, sta preparandosi al noviziato a Parigi.

Ci sistemiamo rapidamente nelle camere rinnovate dell’antico seminario minore assunzionista, poi andiamo alla Celebrazione dei Santi Misteri, nel rito orientale di San Giovanni Crisostomo. E’ la prima volta, l’impressione è indescrivibile.

Presiede Padre Claudio, sembra nato in Bulgaria tanta è la sicurezza e la devozione con la quale prega.

Comprendo che il Mistero celebrato è molto più ricco di quanto noi possiamo comprendere con l’intelligenza, e ci nutre interiormente, anche se la lingua è incomprensibile. Forse per questo i nostri nonni non avevano difficoltà eccessiva a vivere la S. Messa in latino per secoli.

La cena in comunità è fraterna e gioiosa, sembra di essere a Firenze, ed è seguita dal rito del lavaggio comunitario dei piatti che caratterizza molte nostre comunità assunzioniste.

Dopo una giornata cosi intensa, la preghiera nella cappellina della comunità ed il riposo sono i benvenuti.

 

 

 

 

                               

[1] Ultrasessantenni

[2] Gli Uniati sono una Chiesa nata, detto in modo semplicistico, dalla voce del popolo che, al tempo della dominazione bizantina-greca non comprendeva questa lingua e desiderava celebrare nella propria. Non avendo il permesso dalla Chiesa greca si rivolsero a Roma per diventare romani, a condizione di poter celebrare nella lingua materna. Interi villaggi bulgari passarono cosi a questa “nuova Chiesa” che oggi in Bulgaria conta circa 8.000 cristiani.

Questioni politiche si aggiunsero a complicare la situazione. La Chiesa Uniata soffri molto per mantenere la propria identità ed ebbe i suoi martiri, ai quali appartengono i nostri Fratelli Kamen, Pavel e Josafat, fucilati nella prigione di Sofia nel 1952.

[3] Scrive il nostro Padre Generale per la festa:

Tre anni fa il 26 maggio 2002, il Santo Padre, il Papa Giovanni Paolo II° ha beatificato i nostri beneamati fratelli Kamen Vichev, Pavel Djidjof e Giosafat Chichkov. La notte dell'11 novembre 1952, essi furono fucilati per la loro fede in Gesù Cristo.
Nella sua omelia di beatificazione, sulla piazza di Povdiv, il Papa ha meditato sul mistero della Trinità, un mistero d’amore e di comunione che ispira spesso una preghiera sulle nostre labbra: “A te la lode e la gloria per i secoli dei secoli”.

E’ questo Dio che ha riempito il cuore dei nostri martiri. Lui ha ispirato la loro missione, illuminato i loro spiriti, e ha dato loro la forza necessaria quando i nemici dell’amore e della dignità umana, hanno manifestato la loro opposizione.

E’ questo Dio che ha permesso loro di perseverare nel momento ultimo della prova.
Anche oggi, esistono degli uomini che resistono all’amore e non vogliono riconoscere la dignità della persona umana. Noi non siamo al riparo da queste tentazioni. Ma ci sono anche uomini e donne di buona volontà tra i cristiani, e in tanti altri che operano continuamente per la causa della verità, per far venire il regno della pace e dell’armonia. Papa Giovanni Paolo II°, nella sua omelia parlava di un “ecumenismo dei santi”.

La testimonianza di tutte queste persone di buona volontà che sono pronte a sacrificare le loro vite per il bene dell’umanità, dovrebbe avvicinarci gli uni gli altri.

Alla fine del viaggio sento di aver incontrato alcuni di questi santi qui, sia tra il clero che tra i laici, ricchi e poveri.

 

[4] Una città di 400.000 abitanti, la seconda della Bulgaria, che non fu scelta come capitale per la vicinanza con la Turchia e la paura delle invasioni. Recentemente sono stati scoperti reperti archeologici interessantissimi. E’ molto moderna e luminosa.

 

                                                                                  

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