Il nuovo Adamo: l'incarnazione

 


a) ANNUNCIAZIONE


Guardiamo l’icona della festa dell'Annunciazione. Che cosa vediamo : un angelo discende dal cielo verso una vergine per annunciarle la « Buona Notizia ».  (Evangelismos in greco e Blagovesctenie in slavone).
In effetti, l’angelo Gabriele annuncia a Maria la più grande delle notizie, l’inizio della nostra salvezza: Il Figlio di Dio diventa Figlio dell’uomo!

 

 

 

 


Il Tropario (cantico) della festa proclama:

"Oggi comincia la nostra salvezza
E il mistero che era prima dei secoli si manifesta.
Il Figlio di Dio diventa Figlio della Vergine
E Gabriele annuncia la grazia.
Acclamiamo con lui alla vergine madre di Dio:
“Rallegrati, piena di grazia,
Il Signore è con te!”

 

Dopo la lettura del racconto della creazione del mondo, quella dell’uomo a immagine di Dio e in seguito la caduta, si pongono a noi le seguenti domande:
- Come ristabilire i veri rapporti tra Dio e l’uomo?
- Come ritrovare l’immagine perduta, e riacquistare la somiglianza con Dio?
Dio darà la risposta:Egli continuerà a dialogare con l’uomo attraverso i Profeti che susciterà dal seno del popolo giudaico; Gli prometterà il Messia, e questo popolo, malgrado le sue numerose infedeltà, conserva questa promessa con fede e vive nell’attesa e nella speranza.
Per illustrare la promessa di Dio, leggiamo il testo della Genesi che la Chiesa nella tradizione orientale ci propone di meditare ai vespri dell’Annunciazione: la scala di Giacobbe

(Genesi 28,10-17)

La scala di Giacobbe

“ ...Giacobbe fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.”

La terra siamo noi, il cielo è Dio e i due sono riuniti. Ritorniamo all’icona: l’angelo discende dal cielo verso Maria, le sue ali fremono ancora del movimento del messaggero: egli viene dal cielo da parte di Dio. Ecco la prima realizzazione del sogno di Giacobbe. Ce ne sono ancora molte altre di cui noi saremo testimoni, perché Gesù lui stesso ce l’ha promesso:
"In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo". (Gv 1,51).

Dio dice a Giacobbe:

“La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra.” (Gn 28,14).
La discendenza di Abramo, di Isacco e di Giacobbe è Gesù, San Paolo ce lo insegna:

“Ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furon fatte le promesse. Non dice la Scrittura: "e ai tuoi discendenti", come se si trattasse di molti, ma e alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo.” (Gal 3,16)
Quando Dio si incarna, prende carne, sono il cielo e la terra riuniti. Perché Egli è vero Dio, seconda persona della Trinità, Egli siede in cielo alla destra del Padre ed Egli è nello stesso tempo Uomo, il secondo Adamo, come lo chiamò San Paolo (Adam, uomo, significa fatto di terra, poiché egli è formato dalla terra, Cf Gen. 2,7). Ma affinché il miracolo si realizzi è necessario che l’uomo accolga Dio. Maria è questa accoglienza, quando acconsente liberamente di ricevere Dio nel suo seno. Ecco la sua risposta:

"Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38).
Noi comprendiamo perché nei nostri inni, la Madre di Dio è chiamata Scala di Giacobbe, perché Lei è il legame tra il cielo e la terra. Altrove è chiamata Porta del cielo, perché è attraverso lei che Dio fa la sua entrata tra gli uomini nella persona di Gesù. Per questo l’Annunciazione è abitualmente rappresentata sulle porte regali dell’iconostasi, le quali simbolizzano le porte del Regno dei Cieli.

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