10/10/2006: Un compleanno speciale

 

Oggi la nostra comunità si è arricchita della presenza del Padre Hrabar, di suo fratello, e di sua cognata. Per la gioia del nostro superiore di comunità abbiamo scoperto che anche il P. Hrabar è d’origine croata (suo padre era croato).

Per quelli che non conoscono il P. Hrabar è sufficiente ricordare che è l’ultimo padre assunzionista bulgaro ancora vivente, tra coloro che hanno conosciuto la persecuzione comunista.

 

Il giovane volontario messicano della nostra comunità, ci diceva non molto tempo fa, che per lui era difficile credere a tutto quello che si diceva sul nazismo e sul comunismo.

Per lui erano solo storie inventate. Solo arrivando in Bulgaria ha potuto verificare che quelle storie purtroppo erano tragicamente vere.

 

 

 

 

Il P. Hrabar oggi festeggia i suoi 90 anni. Non mangia praticamente niente, non sente quasi più, non si interessa del presente.

È sufficiente dargli un po’ d’attenzione e si è letteralmente catturati. Se fosse possibile,vi terrebbe impegnati delle ore  ad ascoltarlo.

Non si stancherebbe mai di parlarvi.

Il soggetto delle sue conversazioni è sempre lo stesso: il comunismo.

 

Per quest’uomo il tempo si è fermato. È ancora prigioniero.

Hanno liberato il suo corpo, ma hanno rinchiuso per sempre dietro le sbarre, la sua coscienza, il suo spirito.

Se provate a dargli un po’ d’attenzione, vi ritroverete immersi in  un mondo ancora vivo, fatto di paure, di menzogne, di violenza…

Il P. Hrabar è stato condannato, innocente, a sei anni di reclusione.

Fissandomi negli occhi mi dice:

 “… alle 10 di sera cominciavano gli interrogatori e duravano fino alle sei del mattino. Una volta l’ufficiale che conduceva gli interrogatori mi ha detto: “ tu hai tre possibilità, di essere liberato, di finire in un campo di rieducazione, di essere processato e giudicato da altri. Non sappiamo quale decisione prendere con te…”

Nel prosieguo del suo monologo il P. Hrabar mi precisa che l’ultima delle tre possibilità venne ritenuta.

Fu giudicato e processato insieme ai nostri tre padri martiri.

“ ...noi avevamo la possibilità di dire un’ultima parola prima della sentenza. Ascoltai le parole del P. Kamen, ma fui colpito soprattutto dalle parole del Padre Pavel. Ero commosso. Non riuscivo a trattenere le lacrime…”

Ma le prove che ha vissuto questo Padre, non riguardarono unicamente i rapporti con i comunisti.

Il clima di menzogna e di sospetto creato dal regime, influenzò anche i rapporti tra gli stessi Padri, specialmente al collegio S. Agostino di Plovdiv.

Per un certo tempo, fu considerato un individuo poco affidabile, quasi sicuramente una spia dei comunisti.

 

Quanta sofferenza causano ancora le piaghe aperte di questo Padre.

“ Una volta, durante gli interrogatori notturni, mi domandarono quali erano i mie rapporti con P. Metodio (futuro vescovo assunzionista della diocesi cattolica di rito bizantino)…noi cristiani dobbiamo amare i nostri nemici. Io ho provato ad amare i comunisti, a tal punto, che mi credevano uno di loro…sono stato condannato a sei anni, ma ero innocente…”

Sì, è vero.

Voi eravate innocente Padre Hrabar, e tuttavia la violenza del cuore dell’uomo vi ha rinchiuso in una prigione dove oramai è difficile uscire.

 

 

Buon compleanno P. Hrabar, anche se voi siete contrario a festeggiare i compleanni.

Voi preferite festeggiare il vostro nome di battesimo, perché i comunisti lo vietavano.

 

Caro Padre, a voi è praticamente impossibile entrare nel nostro mondo, ma vi ringrazio per quella porta che aprite, tutte le volte che qualcuno vuole raggiungervi là, dove i comunisti sono ancora vivi  e continuano ad esercitare il loro potere, fatto di violenza, di paura, di menzogna…

 

Custodiremo la memoria, ve lo meritate.

Questo è il nostro regalo per voi oggi.

Sono sicuro che lo apprezzerete. Grazie

Mnogaya leta P. Hrabar

 

PC.

 

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