“Io sono in mezzo a voi come colui che serve”


«“Io sono in mezzo a voi come Colui che serve“ (Lc 22,27). Il vero spirito dell’Assunzione, lo spirito di famiglia, viene da questo: essere servitori di tutti. Mio nonno possedeva un mulino nel mio villaggio. Quando i Padri Assunzionisti passavano di là, si fermavano per riposarsi un po’… »
E’ l’inizio di una lunga intervista che Msg. Metodi ci ha rilasciato quest’anno nel mese di febbraio,consapevole che la fine della sua vita era prossima.

Ci eravamo incontrati in occasione della festa dei nostri tre Beati Martiri, a Plovdiv, il 13 novembre 2005. Durante la liturgia, aveva concluso la sua omelia dicendoci che quello che aveva detto costituiva un po’ il suo testamento spirituale.
Fu dopo la liturgia, durante il pranzo conviviale che ne è seguito, che è nata l’idea di incontrarci a Sofia per l’intervista.
L’ultima occasione solenne in cui ci siamo incontrati fu la festa del suo compleanno, l'11 gennaio 2006, nella cappella dell’Esarcato di Sofia. Festeggiava i suoi 90 anni.

Per l’assunzione bulgara, la scomparsa di “Diado” (nonno) Metodi lascia un vuoto incolmabile. Era la “memoria vivente” della storia assunzionista bulgara.

La sua morte, che giunge due anni dopo quella del Padre Gorazd, ci priva di un testimone che custodiva il ricordo vivente di una buona parte della storia assunzionista  in Bulgaria dell’ultimo secolo.

Oggi tra i padri bulgari ancora viventi, rimane il solo P. Hrabar, ma le sue condizioni di salute non gli permettono di assumere il ruolo di custode della “tradizione orale” .

 Diado Metodi era un uomo spirituale, proteso all’amore di Dio e degli uomini.

Durante la nostra intervista del mese di febbraio, ci diceva che il momento più importante della sua giornata, erano le due ore che passava regolarmente alla cappella davanti al Santissimo Sacramento.

Ci raccontò anche un episodio molto significativo del terribile periodo in cui in prigione veniva torturato. Un giorno per obbligarlo a confessare la sua colpevolezza, fecero chiamare un amico col quale era solito giocare a scacchi. Vedendolo sanguinante alla testa, con il petto tutto nero a causa degli ematomi provocati dai colpi ricevuti, l’amico gli disse: “Guarda come sei ridotto. Sembri il Cristo…”. E lui rispose: “ No! Le mie sofferenze sono niente rispetto alle Sue…”.
Ci stupì la serenità con la quale parlava dei suoi carnefici. Mai una parola di condanna o di rivolta.
Vescovo titolare dal 1971 fino al 1995, diede un contributo fondamentale alla stabilità della chiesa cattolica, anche dopo la caduta del regime comunista.

Ha esercitato il suo ruolo di pastore e di vescovo, attraverso la formazione umana e spirituale del popolo che gli era stato affidato e ci ha lasciato numerose riflessioni spirituali che ci aiuteranno a custodire la sua presenza tra noi.
Blagodarim ti Diado Metodi. Pomogni ni ot nebeto da sledvame stapkite ti po patia na xristianskata givot.
Ti ringraziamo P. Metodi. Aiutaci dal cielo a seguire i tuoi passi sulla strada della vita cristiana.
 

La comunità di Plovdiv

 

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