Brevi riflessioni di un pellegrino…

 

Come prepararsi ad un pellegrinaggio vivendo in un contesto ortodosso?

È possibile trovare nella ricca spiritualità della Chiesa d’Oriente dei testi che possono aiutare ad intraprendere un pellegrinaggio?

Ecco le domande, forse un po’ banali, che sono state all’origine della mia riflessione, in preparazione al viaggio a Lourdes della nostra parrocchia e degli amici ortodossi che hanno condiviso con noi questa esperienza.

 

“Per grazia di Dio io sono un uomo e cristiano, per azioni gran peccatore, per condizione un pellegrino senza terra, della specie più misera, sempre in giro da paese a paese. Per ricchezza ho sulle spalle un sacco con un po’ di pane secco, nel mio camiciotto la santa Bibbia, e basta…”

 

Tutti riconosceranno  nelle parole sopra citate l’inizio del famoso libro: “I racconti di un  pellegrino russo”

L’autore sconosciuto di questo libro, ci ha lasciato una testimonianza indimenticabile riguardo la potenza della preghiera nella vita degli uomini, e sulla necessità di ognuno di noi di mettersi “in cammino”

 

Il pellegrinaggio di quest’uomo, ha origine nel profondo desiderio che si trova nel suo cuore e che è risvegliato in lui dall’ascolto della Parola:

“La ventiquattresima domenica dopo la Trinità, sono entrato in chiesa per pregare mentre si recitava l’Ufficio; si leggeva l’Epistola dell’Apostolo ai Tessalonicesi, in quel passo dove è detto: "Pregate senza posa". Quella parola penetrò profondamente nel mio spirito, e mi chiesi come sarebbe stato possibile pregare senza posa dal momento che ognuno di noi deve occuparsi di tanti lavori per sostenere la propria vita…”

Mettersi in cammino è prima di tutto risposta ad una chiamata di Dio, che ci invita ad incontrarLo sulle strade della nostra vita.

 

Mosso dalla Parola di Dio, il protagonista del libro, comincia un lungo itinerario spirituale, in cui la “preghiera del cuore” avrà un’importanza particolare. Lo starets (la sua guida spirituale) gli confiderà che:

“l’Apostolo Paolo così parla della preghiera: «Vi scongiuro prima di tutto di pregare» (1Tm 2,1). Così L’Apostolo pone la preghiera al di sopra di tutto: vi scongiuro prima di tutto di pregare. Al cristiano si chiede di compiere molte opere buone, ma l’opera della preghiera è al di sopra di tutte le altre,..”

 

Essere pellegrini significa, prima di tutto, vivere una disposizione interiore a riconoscere la precarietà della condizione umana, nella consapevolezza che tutta la  vita è pellegrinaggio.

La preghiera è lo strumento che ci è dato per percorrere il cammino della nostra esistenza perché:

“bisogna acquistare prima la preghiera per poter mettere in pratica tutte le virtù.”

E’ evidente che nella Tradizione Orientale la distinzione tra azione e contemplazione non ha molto senso: la preghiera è l’azione fondamentale che è all’origine di tutte le altre.

La preghiera è all’origine del nostro agire in verità:

“…perché senza di lei non si può trovare la via che conduce al Signore, conoscere la Verità, crocifiggere la carne con le sue passioni e i suoi desideri, essere illuminato nel cuore dalla luce di Cristo e unirsi a lui nella salvezza.”

 

Nell’omelia tenuta a Monaco, in occasione del suo recente viaggio in Germania, Papa Benedetto XVI° ha sottolineato:

 “Tuttavia l'esperienza di quei Vescovi è proprio che l'evangelizzazione deve avere la precedenza, che il Dio di Gesù Cristo deve essere conosciuto, creduto ed amato, deve convertire i cuori, affinché anche le cose sociali possano progredire, affinché s'avvii la riconciliazione..,”

E ancora:

“ Dove portiamo agli uomini soltanto conoscenze, abilità, capacità tecniche e strumenti, là portiamo troppo poco. Allora sopravvengono ben presto i meccanismi della violenza, e la capacità di distruggere e di uccidere diventa prevalente”

 

La sensibilità della spiritualità Orientale, tradurrebbe le parole del Papa con il concetto fondamentale dell’itineranza. Occorre aiutare gli uomini a divenire “pellegrini”.

 

“Entrammo nella sua cella e lo starets mi rivolse queste parole:

«La preghiera di Gesù, interiore e costante, è l’invocazione continua e ininterrotta del nome di Gesù con le labbra, con il cuore e con l’intelligenza, nella certezza della sua presenza in ogni luogo, in ogni tempo, anche durante il sonno. Si esprime con queste parole: "Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me!"»

 

I “Racconti di un pellegrino russo” ci mostrano molto chiaramente la ricchezza spirituale della Chiesa d’Oriente, in cui la “preghiera del cuore” (o preghiera di Gesù) è una antica e venerabile tradizione che ne costituisce in qualche modo l’anima.

Sappiamo dalla Tradizione biblica, che invocare il nome di Dio significa rendere la Sua persona presente nella nostra vita.

 

Questa Presenza continua frutto dell’incessante invocazione del nome, ci trasfigura, ci rende simili a Colui che invochiamo. E’ un processo di “divinizzazione” che si realizza attraverso la comunione dell’uomo con Dio, operata dalla preghiera.

Spesso, e a volte anche all’Assunzione, si è convinti che è possibile conoscere l’Oriente restandone al di fuori, riducendo questa conoscenza all’assimilazione di alcuni concetti. Non è possibile!

Non è sufficiente sapere tutto sull’Oriente per conoscere e comprendere l’Oriente.

Bisogna farne l’esperienza.

Bisogna mettersi in cammino e diventare pellegrini.

La preghiera incessante dell’invocazione del nome di Gesù, è un dono, ed un cammino spirituale, affidato in modo particolare a coloro che all’Assunzione, fanno parte della Missione d’Oriente.

Occorre creare una tradizione fondata sulla vita vissuta, al seguito del pellegrino russo e di tutti coloro che dopo di lui, hanno continuato questo cammino spirituale.

Ci sono all’Assunzione religiosi, laici, amici, che custodiscono nel loro cuore il desiderio di lasciarsi guidare dalla preghiera incessante del cuore?

Per sapere se il Signore mi chiama è sufficiente incominciare a recitare con le labbra:

“Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me!”

 

                                                                                                       p. Claudio

 

per chi volesse leggere alcuni racconti del pellegrino russo può scaricarli

direttamente, in formato zip, cliccando sull'icona.             

 

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