13 novembre festa dei nostri tre martiri bulgari:

una santità condivisa

 

“Possiamo lavorare come abbiamo fatto fino ad ora, seminando lo spirito cattolico largo, aperto a tutti i popoli, a tutti i riti, a tutti i costumi? Io credo di sì Padre, malgrado tutte le difficoltà”

(P. Djidjov)

La festa dei nostri tre beati martiri si avvicina e ancora una volta siamo chiamati a riflettere sul senso della loro testimonianza, sull’importanza di questo avvenimento, oggi, per tutta la famiglia dell’Assunzione. Il cammino di santità non è un cammino solitario, ma s’inscrive piuttosto in una lunga storia in cui la grazia di Dio si manifesta attraverso le nostre relazioni, attraverso dei luoghi e delle persone che ci preparano il terreno, che ci mostrano la direzione.
Non si può comprendere la testimonianza di fede dei nostri tre padri bulgari, Kamen Vitchev, Pavel Djidjov et Josaphat Chichkov, senza ricordare tutti i religiosi e le religiose che li hanno preceduti creando le condizioni favorevoli per la loro maturazione cristiana fino al martirio.

Questa festa del 13 novembre ci invita ad allargare i nostri orizzonti.

Bisogna riconoscere con gratitudine e riconoscenza che la “missione d’Oriente” è il frutto del dono di sé, di numerosi padri e suore (inizialmente solo francesi, e successivamente della Provincia religiosa di Lione, che varcava abbondantemente i confini francesi) e che questa missione nell’Est Europeo continua la sua storia grazie alla mai venuta meno generosità della provincia religiosa di Francia.
Tuttavia i nostri tre beati martiri, ci spingono a guardare ancora più in profondità ed ancora più lontano. Non possiamo dimenticare in questo momento l’Assunzione d’Africa.

Pensiamo in modo speciale ai nostri fratelli della Repubblica Democratica del Congo.

Tra loro ce ne sono alcuni che hanno rischiato e continuano a rischiare la vita per servire i loro fedeli; ce ne sono alcuni che hanno conosciuto la prigione e sono stati picchiati della polizia. Anche la storia dell’Assunzione dell’America del sud, conserva il ricordo di religiosi che sono stati messi in prigione a causa del loro impegno di fede.
Kamen Vitchev, Pavel Djidjov et Josaphat Chichkov, ci invitano a “ seminare lo spirito cattolico largo, aperto a tutti i popoli”.
Essi sono a fianco oggi, dei nostri fratelli fondatori nelle Filippine e nel Togo. Essi sono vicini in special modo ai nostri fratelli in Vietman.
Questi tre padri martiri, sono una sorgente vivente di unità e comunione per tutta l’Assunzione.
Si potrebbe fare della ricorrenza del 13 novembre, la festa della memoria assunzionista, per mantenere vivo il nostro spirito missionario che ci spinge ad “andare là dove Dio è minacciato nell’uomo e l’uomo è minacciato come immagine di Dio “ (regola di vita n.4).
 

La presenza vivente dei tre padri martiri tra noi, è una sorgente da cui attingere la forza, il coraggio e la fede per continuare ad essere fondatori e testimoni di Cristo nel mondo.
Il loro volto assomiglia al volto di tutti i popoli, ai volti di tutti i religiosi, religiose e laici che nella storia della nostra famiglia hanno dato e continuano a dare la loro vita per il bene comune e per il Regno di Dio.

 

Cestit praznik na vsichki vas, bratia, sestri , priateli na uspenskoto semeistvo


Buona festa a tutti voi fratelli, sorelle e amici dell’Assunzione
Mnogaia leta
Ad multos annos
La comunità dei Padri e delle suore di Plovdiv
 

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