Vita consacrata in Romania: fedeltа creativa

 

Appartengo alla diocesi di Iasi, sono Assunzionista e mi trovo a Bacau da quasi dieci anni; non è molto ma posso tentare di dire una parola circa la vita consacrata in Romania specialmente in diocesi di Iasi: la sua importanza, il significato, le aspettative...

Certamente non posso non dire la mia meraviglia nel vedere molti giovani romeni sia cattolici sia ortodossi desiderosi di abbracciare la vita religiosa o la vita monastica. Non è questo un segno della benedizione di Dio?

La vita consacrata cattolica in Romania è in rifondazione. E’ in atto una rifondazione: la vita religiosa иè esistita fino al 1948 e poi più niente fino al 1990; quarantadue anni di vuoto sono più di una generazione. 

Il vuoto si sente. Si sente la mancanza degli “anziani” nelle comunità religiose. Gli anziani sono la garanzia del carisma, la garanzia della tradizione in una comunità; loro hanno vissuto, hanno attraversato molte prove e per mezzo della loro esperienza e della loro vita, molte volte silenziosa, parlano alle nuove generazioni. Ora, questa presenza tanto preziosa molto spesso manca nelle comunità di Romania.

La vita religiosa riprende il cammino con giovani che si consacrano a Dio in una societа che sta evolvendo in modo molto rapido. Secolarismo, consumismo, conformismo, individualismo... sono assunti come valori dalle nuove mentalità occidentalizzate. Questi falsi valori rischiano di entrare anche nelle comunità religiose se non si vigila. Penso pertanto che sia necessario vegliare affinchè sia messa al primo posto la vita spirituale, una vita guidata dall’azione dello Spirito Santo. Al primo posto non vengono le realizzazioni o le opere ma la santità della persona che si consacra a Dio e la santitа della comunità. Il mondo non ha bisogno delle nostre opere ma di Dio; le opere sono segni dell’amore di Dio.

Poi penso alla collaborazione fra religiosi. Ognuno è ancora troppo attento a coltivare il proprio “orticello” non condividendo sufficientemente la propria esperienza al fine di arricchirsi e di arricchire l’altro; mi riferisco tanto alle opere pastorali quanto a quelle sociali. La pastorale, per esempio, ha bisogno non solo di un coordinamento ma anche di approfondimento di significato. Il carisma di ogni realtа religiosa è all’opera e ognuna di queste realtа ha bisogno dell’apporto dell’altro per un dinamismo nuovo e attivo.

La collaborazione fra religiosi deve essere accompagnata dalla collaborazione con il clero locale; qui non penso a una collaborazione utilitarista ma ad una collaborazione che si riferisca al carisma. Se da una parte la vita religiosa in Romania ha bisogno di rimanere fedele al proprio carisma, dall’altra cerca sempre nuove forme per dinamizzare la propria missione e in questo deve essere aiutata e incoraggiata. Il carisma non è esclusivo, ma è un dono di Dio per tutta la parrocchia, per tutta la diocesi, per tutta la chiesa. Questi aspetti, a volte, sono dimenticati a favore di un rapporto con il clero locale ancora troppo utilitarista. Non posso dimenticare la necessità di intensificare la collaborazione con i laici perchè molte volte sono proprio loro che ci ricordano e ci fanno capire che i nostri carismi sono doni per tutti i cristiani e per tutto il mondo.

Conosciamo bene l’urgenza dell’unità di tutti i cristiani; vivendo in un paese a maggioranza ortodosso sentiamo la ferita della disunione tra i credenti in Cristo. E’ necessario intensificare l’impegno e la testimonianza della vita consacrata per l’ecumenismo affinchè si possano abbattere i muri delle divisioni e i pregiudizi fra cristiani. Le comunità religiose sia maschili che femminili non solo non posso ignorare i tanti fratelli e sorelle ortodossi che vivono nei monasteri o nella solitudine eremitica, ma devono essere spinti a conoscere la loro spiritualità e la ricchezza dei loro carismi. Il dialogo ecumenico è agli inizi e va intensificato. Molte volte si avvertono timori, paure mentre sarebbe una reciproca ricchezza il riscoprire l’ origine comune.

 

In Romania la vita religiosa in questi quindici anni, dopo la rivoluzione, ha insistito molto sulla formazione dei giovani alla vita consacrata: era necessario e lo è ancora. Adesso si incominciano a raccogliere i primi frutti. Si avverte la costante fedeltà al carisma dato e nello stesso momento l’adattarlo a situazioni e bisogni diversi. Non bisogna avere paura di aprire nuove strade per “dire” il Vangelo “oggi”. Credo che oggi la “nostra” gente di Romania ci chiede di essere solidali con loro. Camminare con loro, aiutarli, essere vicino soprattuto in questi tempi difficili segnati dall’emigrazione, dall’abbandono di anziani e bambini, da divisioni familiari, dall’alcoolismo, dalla violenza...

 

Pr. Celeste Pianezze a.a.

 

HOME