Gravi inondazioni in Romania

 

Distese infinite d’acqua. Interi villaggi distrutti dalle onde. Gente disperata, case crollate, strade distrutte, raccolti danneggiati, carogne di animali e fango tutt’intorno. Queste le immagini con cui le TV romene iniziano i telegiornali ultimamente. Adesso, le acque che hanno inondato soprattutto le province dell’est della Romania, si sono, in gran parte, ritirate, lasciando però indietro le tracce del disastro.

 Il bilancio delle più gravi inondazioni ad aver colpito la Romania negli ultimi 30 anni sale ad oltre 20 morti, 14 mila sfollati, 600 località danneggiate, di cui alcune decine ancora isolate causa la distruzione dei ponti e delle strade, circa 2.600 case distrutte ed alcune migliaia danneggiate. 150.000 ettari di terreno agricolo allagati. Ritornati nelle proprie case i sinistrati cercano di salvare quello che può essere ancora salvato. Per fortuna, non sono soli davanti alle disgrazie. I romeni, persone pubbliche o semplici anonimi oppure diverse compagnie li sostengono con soldi, alimenti oppure materiali edili. Le autorità assicurano loro i beni di stretta necessità e compiono sforzi per ripristinare interamente le reti di alimentazione con acqua, gas ed energia elettrica.

L’esecutivo ha stanziato fondi per la ricostruzione quanto più rapida dell’infrastruttura: la riabilitazione delle ferrovie e delle strade nazionali distrutte, la ricostruzione dei ponti. Numerosi paesi, nonchè istituzioni internazionali hanno offerto il loro sostegno per la ricostruzione delle zone calamitate.

 

 

 

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