15° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Bulgaria
(6 dicembre 1990 – 2005)

 

1. – Ricorre quest’anno il 15° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Bulgaria. I legami di stima e di vicinanza spirituale che uniscono le due istituzioni, in realtá, sono più che millenari. Il Principe Boris I, che regnò sulla Bulgaria dall’852 all’889, intrattenne un intenso scambio di corrispondenza con i Papi di allora, tra cui Niccolò I (858-867), Adriano II (867-872), Giovanni VIII (872-882). Come è noto, nell’864 Boris I ricevette il Battesimo e proclamò il cristianesimo come religione ufficiale ed unica del regno bulgaro. Egli più volte si rivolse al Papa di Roma per esaminare problemi concernenti il cristianesimo e la lingua liturgica. Sono famosi i “Responsa ad consulta Bulgarorum” di Papa Niccolò I, che offrono interessanti informazioni sulla vita e le usanze dei Bulgari di quell’epoca.

Dal punto di vista storico, merita pure particolare menzione l’opera svolta nei Paesi dell’Est Europeo dai fratelli di Tessalonica, i Santi Cirillo e Metodio, i cui discepoli, tra i quali Clemente, Arcivescovo di Ochrida, trovarono in Bulgaria un terreno fertile per la predicazione del Vangelo.

Cirillo e Metodio, dopo avere inventato l’alfabeto glagolitico per le lingue slave, si dedicarono alla traduzione dei libri sacri e liturgici nella lingua paleoslava o paleo-bulgara, cercarono di capire gli usi e le tradizioni proprie di quei popoli e di interpretarne fedelmente le aspirazioni ed i valori umani di cui erano portatori. Per mantenere, poi, salda la comunione ecclesiale, si recarono a Roma ed ottennero l’approvazione del loro operato da parte del Papa Adriano II.

In tempi più recenti, ha lasciato un indimenticabile ricordo del suo operato in Bulgaria l’Arcivescovo Angelo Roncalli, il più illustre degli inviati della Santa Sede che si sono succeduti nel Paese. Egli rimase in Bulgaria 10 anni (1925-1934), prima come Visitatore, poi come Delegato Apostolico. Il futuro Papa Giovanni XXIII (1958-1963), oggi beato, organizzò la comunità cattolica di rito bizantino-slavo, elevò il prestigio della Chiesa Cattolica, si dimostrò un vero amico del popolo bulgaro, tanto che anche oggi spesso viene affettuosamente chiamato il “papa bulgaro”.

Quest’anno, 80° anniversario dell’inizio della sua missione in Bulgaria (1925), la Chiesa Cattolica ha voluto commemorare la ricorrenza, il 22 ottobre scorso, con l’inaugurazione di una chiesa, di rito orientale, a lui dedicata. Il nuovo tempio sorge presso il convento delle Suore Eucaristine a Sofia, sul terreno che egli stesso aveva acquistato per costruirvi un Seminario per la formazione del clero locale.

2. - Le relazioni diplomatiche vere e proprie tra la Santa Sede e la Bulgaria sono state allacciate esattamente 15 anni fa, il 6 dicembre 1990. Esse sono state possibili con l’avvento della democrazia nel Paese, a seguito della caduta del Muro di Berlino (1989). Dopo il lungo e difficile periodo del regime comunista, tra la Santa Sede e la Bulgaria è stato ripreso un dialogo amichevole e costruttivo che ha conosciuto momenti molto significativi. E’ diventata ormai tradizionale la visita di una delegazione governativa alla tomba di San Cirillo a Roma, 24 maggio di ogni anno, Giornata della Cultura per la Bulgaria, visita nel cui programma, in genere, è inserita un’Udienza con il Sommo Pontefice. Tale ricorrenza, col tempo, ha acquistato sempre maggiore importanza ed è occasione propizia per mettere in evidenza i forti vincoli spirituali e culturali che uniscono il popolo bulgaro ai Santi Cirillo e Metodio, portatori della fede cristiana, e per rafforzare i legami con la Santa Sede.

Ma l’avvenimento che rimarrà impresso nella storia del Paese e che ha innalzato il livello delle relazioni è stato il viaggio di Papa Giovanni Paolo II (23-26 maggio 2002). L’evento ha avuto carattere pastorale ed ecumenico, ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore del popolo bulgaro ed ha posto le premesse per avviare un dialogo franco e cordiale con la Chiesa Ortodossa. Dal periodo di gelo della guerra fredda, si è passati alla stagione della primavera, rappresentata appunto dalla visita di Giovanni Paolo II, tre anni fa.

In questi ultimi 15 anni, la Bulgaria ha vissuto profonde trasformazioni a livello storico, politico, culturale, religioso. Essa si è impegnata per rafforzare le sue istituzioni democratiche e per realizzare le riforme necessarie per divenire uno stato moderno; ha adottato una nuova Costituzione (12 luglio 1991); ha portato avanti con determinazione e lungimiranza una politica Euro-Atlantica; è entrata a fare parte dei Paesi membri della NATO (marzo del 2004); ora è alla vigilia del suo ingresso nell’Unione Europea, meta che dovrebbe raggiungere il 1º gennaio 2007.

La Santa Sede segue con attenzione e simpatia questo processo di trasformazione del Paese e sostiene il suo cammino verso l’integrazione europea. Recentemente il Papa Benedetto XVI, rivolgendosi ai vescovi in “visita ad limina” (9-13 novembre 2005), ha affermato che l’intero Popolo bulgaro, a ragione, si sente parte della grande famiglia del Continente Europeo; “formata da diverse componenti culturali e religiose, la Bulgaria può divenire un esempio di saggia integrazione, di collaborazione e di pacifica convivenza”.

3. – Con il nuovo clima democratico, la Chiesa Cattolica in Bulgaria ha potuto riprendere la sua attivitá religiosa, pastorale e caritativa in un clima di libertà e di tolleranza; nel 1990 è stata riconosciuta come istituzione legale; dopo l’approvazione nel 1992, da parte del Parlamento, della Legge sulla restituzione delle proprietà, che erano stato confiscate anteriormente dal regime, ha recuperato parte dei suoi beni. Importante è stata anche l’approvazione della nuova Legge sulle confessioni religiose (20 dicembre 2002) che ha sancito per tutti il diritto di confessione religiosa come “fondamentale, assoluto, soggettivo, personale e inviolabile” (art. 2, 1). La comunità cattolica è una minoranza, rappresenta circa l’1% della popolazione, è strutturata in due diocesi di rito latino, Sofia-Plovdiv e Nicopoli, e una di rito orientale, l’Esarcato Apostolico. Come viva oggi essa nel Paese?

Nell’indirizzo d’omaggio al Santo Padre, in occasione della su ricordata “visita ad limina”, S.E.Mons. Christo Proykov, Esarca Apostolico e Presidente della Conferenza Episcopale, ha giustamente affermato che la comunità cattolica in Bulgaria è una piccolissima parte della Chiesa Cattolica sparsa per il mondo. Essa è impegnata nel testimoniare la sua fedeltá alla Sede di Pietro ed accompagna il ministero apostolico del Santo Padre con la sua costante preghiera. E’ una comunitá viva ed attiva, vicina ai fedeli, desiderosa di annunziare il Vangelo di Gesù Cristo, sollecita nell’assistenza sociale e caritativa ai più poveri e bisognosi, attraverso le strutture della Caritas locale.

Le parrocchie sono frequentate di fedeli, i giovani dimostrano entusiasmo, i sacerdoti, i religiosi e le religiose danno generosa testimonianza di zelo e di dedizione, i Movimenti di Apostolato animano la vita della Chiesa con i loro carismi particolari. Numerosa è stata la partecipazione dei giovani alla Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia, lo scorso mese di agosto; dalle parrocchie delle tre diocesi della Bulgaria sono partiti circa 400 giovani, dando una bella testimonianza di fede e di amore a Cristo e di affetto verso il Santo Padre. La Chiesa è anche impegnata nel darsi alcune strutture necessarie per l’esercizio del culto cristiano e per lo svolgimento delle sue attivitá pastorali. Il 22 ottobre scorso, come giá accennato, l’Esarcato Apostolico ha inaugurato la nuova chiesa, dedicata al beato Giovanni XXIII. Il giorno successivo a Hissar, nella diocesi di Sofia-Plovdiv, è stata inaugurata una chiesa dedicata alla Santa Famiglia di Nazareth. Ora si sta completando la ricostruzione della chiesa concattedrale latina di Sofia, dedicata a San Giuseppe; si spera che essa potrá essere consacrata a fine maggio prossimo.


4._ Papa Benedetto XVI, rispondendo all’indirizzo dei vescovi in “visita ad limina”, ha detto: “Dai colloqui, che ho avuto con ciascuno di voi, ho tratto la convinzione che la Chiesa Cattolica in Bulgaria è viva e desiderosa di offrire con entusiasmo la propria testimonianza a Cristo in mezzo alla societá in cui vive. Vi incoraggio a proseguire su tale cammino, sforzandovi di diffondere, pur nella limitatezza delle forze a vostra disposizione, il Vangelo dela speranza e dell’amore”. E’ una consegna che il Papa ha dato alla comunitá cattolica: essere autentica testimone di Cristo nella societá in cui vive. Ogni cristiano deve accogliere tale sfida che richiede impegno e generositá.

 

Msg. Giuseppe Leanza
 

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