Lettera del Superiore Generale degli Agostiniani dell’Assunzione in occasione della festa dei nostri tre martiri bulgari

 


Cari confratelli e care suore Oblate, cari amici dell’Assunzione
Tre anni fa il 26 maggio 2002, il Santo Padre, il Papa Giovanni Paolo II ha beatificato i nostri beneamati fratelli Kamen Vichev, Pavel Djidjof e Giosafat Chichkov. La notte dell'11 novembre 1952, essi furono fucilati per la loro fede in Gesù Cristo.

Nella sua omelia, in occasione della beatificazione, il Papa ha meditato sul mistero della Trinità, un mistero al cuore della nostra fede, un mistero d’amore e di comunione che ispira spesso una preghiera sulle nostre labbra: “A te la lode e la gloria per i secoli dei secoli”

Si tratta di un Dio trinitario al quale dobbiamo ogni lode, un Padre il cui amore e la cui misericordia sono sempre fedeli, un Figlio che ha condiviso con noi la nostra vita quotidiana e la nostra sofferenza, uno Spirito che ci abita e che ci dà il coraggio di vivere la nostra fede cristiana.

E’ questo Dio che ha riempito il cuore dei nostri martiri. Lui ha ispirato la loro missione, illuminato i loro spiriti, e ha dato loro la forza necessaria quando i nemici dell’amore e della dignità umana, hanno manifestato la loro opposizione.
E’ questo Dio che ha permesso loro di perseverare nel momento ultimo della prova.

Anche oggi, esistono degli uomini che resistono all’amore e non vogliono riconoscere la dignità della persona umana. Noi non siamo al riparo da queste tentazioni. Ma ci sono anche uomini e donne di buona volontà, nella nostra comunità cattolica, tra i cristiani, e in tanti altri che operano continuamente per la causa della verità, per far venire il regno della pace e dell’armonia.  Papa Giovanni Paolo II, nella sua omelia parlava di un “ecumenismo dei santi”. La testimonianza di tutte queste persone di buona volontà che sono pronte a sacrificare le loro vite per il bene dell’umanità, dovrebbe avvicinarci gli uni gli altri.
In occasione dell’anniversario di questa giornata gioiosa di tre anni fa, quando i nostri fratelli, vostri compatrioti, sono stati onorati dalla Chiesa, io prego che ciascuno di voi possa condividere la loro dedizione alla causa dell’amore e della dignità umana, che ciascuno di voi possa pregare l’unico Dio con queste parole: “ A Te la lode e la gloria per tutti i secoli”
In occasione della celebrazione vi assicuro lamia preghiera e il mio affetto fraterno.

Richard E. Lamoureux, a a Superiore Generale
Roma il 13 novembre 2005
 

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