10 giorni in un lager!


 

No! Non è il titolo di una brutta storia. Tranquilli!

Semplicemente in bulgaro lager significa campeggio. Converrete con me che a questo punto la continuazione di questo articolo si apre a prospettive molto più serene e gradevoli.

Dal 14 al 21 luglio i Padri Salesiani, tutti di origine ceka, hanno organizzato un campeggio estivo per i ragazzi appartenenti alla nostra diocesi cattolica di rito bizantino. 

Un ottima occasione per me, da appena a qualche mese in Bulgaria, per ascoltare e per esercitarmi un po’ nella conversazione.

Con i ragazzi non è molto difficile, soprattutto quando si tratta di condividere con loro il gioco. 

Erano circa una ventina e la maggior parte aveva un' età tra i 10 e i 15 anni. Il luogo, magnifico, non è molto distante dalla città di Kasalnak nel centro della Bulgaria, dove i Padri Salesiani hanno la loro comunità.

Verdi colline e fitti boschi in una natura ancora incontaminata e sconosciuta al turismo di massa, questo è l’ambiente in cui eravamo immersi.

Il nostro luogo di vita era una grande casa ora praticamente in disuso, costruita durante gli anni del comunismo. 

In effetti su una delle colline circostanti, il governo comunista fece costruire un enorme monumento in cemento armato dall’aspetto cupo e sinistro, che veniva utilizzato  anche per incontri e riunioni di partito.

Il monumento assomiglia ad un’enorme disco volante con un alta torre e qui la gente lo chiama  “cinia”  che è il piatto in cui si mangia. 

Fanno ancora oggi impressione le enormi scritte cubitali inneggianti alla lotta contro l’imperialismo ed all’impegno nel lavoro gratuito per il partito ed il bene del popolo.

Quanta follia e quanta sofferenza ha creato l’ideologia da cui sono scaturite quelle parole!

 Fortunatamente i ragazzi del nostro “Lager”  questa follia non l’hanno conosciuta. 

 Allegria, gioco, vita comune e preghiera in     un clima sereno in cui aleggiava lo spirito di  don Bosco.

 

 

Tu sei la mia vita altro io non ho…Laudato sii o mi’ Signore…l’amore del Signore è meraviglioso…faceva impressione sentire cantare i nostri canti in bulgaro.

 

Ma era una bella impressione, l’impressione che finalmente anche qui è arrivato il Signore a portare un po’ d’amore e libertà a questo popolo che ha una lunga storia di sofferenza e sfruttamento.

 

 

 

P. Claudio

 

 

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