L’ecumenismo in Bulgaria: una sfida ancora  aperta.

 

L’ecumenismo è un impegno apostolico difficile in questi tempi in Bulgaria.

La Chiesa Ortodossa bulgara, che ha conosciuto delle profonde e dolorose fratture dopo la caduta del comunismo, vive fortemente rinchiusa in se stessa e non favorisce molto il dialogo con le altre confessioni cristiane. Si potrebbe quasi dire che è piuttosto contraria.

   Il metropolita ortodosso de Plovdiv

In effetti, in diversi membri del sinodo della Chiesa Ortodossa di Bulagaria, è viva la preoccupazione di evidenziare, che l’unica e vera Chiesa cristiana è la Chiesa Ortodossa, la quale trova la sua piena espressione nella Tradizione Orientale. In effetti, non è un caso che la gente di questo paese faccia spesso una distinzione tra i cattolici e cristiani (sinonimo di ortodossi). Fortemente maggioritaria (85% dei bulgari sono ortodossi), la Chiesa ortodossa bulgara sembra piuttosto alla ricerca di una propria identità, sottolineando fortemente il suo ruolo di guida spirituale del paese.

In questa direzione era certamente orientata la recente discussione del Santo Sinodo di studiare la possibilità della reintroduzione del calendario Giuliano e di festeggiare Natale il 6 gennaio con le altre grandi Chiese ortodosse slave, quando ormai dal 1969 il Natale è festeggiato il 25 dicembre con la Chiesa ortodossa Greca e allo stesso tempo dei cattolici e dei protestanti.

Questa possibilità, che non ha certo un orientamento ecumenico ed è considerata  anacronistica da molti rappresentanti della società civile, mostra bene la convinzione radicata in una parte della Chiesa ortodossa bulgara, quella cioè, che l’autorità spirituale deve avere la preminenza sull’autorità temporale, per far fronte al pericolo della società occidentale materialista e secolarizzata e che l’Ortodossia è l’unica vera espressione della fede cristiana.

Fedeli allo spirito della Congregazione e allo scopo specifico della missione assunzionista nei paesi dell’est Europa, la comunità di Plovdiv ha sempre cercato di essere aperta nell’accoglienza e nel ricercare rapporti di amicizia fraterna con i fratelli della Chiesa ortodossa.

In passato, siamo riusciti persino ad organizzare dei pellegrinaggi ecumenici a Lourdes. Purtroppo abbiamo dovuto sospendere questa collaborazione, perché ritenuta inopportuna dal nuovo metropolita ortodosso di Plovdiv, il quale ha apertamente vietato ai preti della sua diocesi, di avere delle relazioni con sacerdoti cattolici.

pellegrinaggio ecumenico a Lourdes

Occorre dire, a onor del vero, che talvolta capita anche nella Chiesa cattolica latina di sottolineare maggiormente le divisioni piuttosto che i numerosi punti di incontro con gli altri fratelli cristiani.

Malgrado questo noi ci siamo preparati a celebrare la settimana dell’unità dei cristiani con ottimismo, coscienti che lo Spirito dell’unità è più forte dello Spirito di divisione.

La domenica, le nostre celebrazioni liturgiche sono spesso frequentate da famiglie ortodosse, ci sono anche ragazzi di famiglie ortodosse che partecipano ogni sabato al catechismo.

D’altronde, l’accoglienza dei poveri e le visite dei prigionieri hanno sempre un carattere ecumenico perché l’amore non fa distinzioni.

Lo scorso dicembre, P. Claudio e le suore di Madre Teresa hanno festeggiato Natale con il cappellano ortodosso ed un buon numero di prigionieri “ecumenici” della prigione di Plovdiv. Sono piccoli segni, che mostrano tuttavia, come anche in Bulgaria, l’unità dei cristiani avanza.

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