Roma: 30 aprile – 3 maggio. Sessione – ritiro della “Missione d’Oriente”

 

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messaggio dei religiosi della Missione d'Oriente

l'intervento del P. Milan Žust S.J.                    (in francese)

   

Stage di formazione Plovdiv (Bg) 25 agosto 14 settembre 2007

Il Cristo trasfigurato nella tradizione ortodossa

Bose, 16-19 septembre 2007

 

I rappresentanti delle comunità assunzionisti maschili della “Missione d’Oriente” si sono ritrovati il 30 aprile scorso a Roma, per qualche giorno di riflessione e di preghiera accompagnati dal P. Generale Richard Lamoureux e dall’incaricato per la Missione d’Oriente il p. Andrè Bombard. Erano presenti il p. Bernard Le Leannec, delegato del Provinciale di Francia per la Missione d’Oriente, i padri Gica Paulet, Iosif Gal, Gheorghe Hang, Daniel Gillier, Claudio Molteni, Yves Plunian, Alain Fontane et Cornie Nelissen. Assenti giustificati i padri delle nostre comunità di Gerusalemme e Atene. Il programma del nostro incontro si è sviluppato a partire da tre piste di riflessione:


  lunedì 30 aprile: “ Gli appelli della Chiesa e delle nostre realtà di oggi”
 
  martedì 1 maggio: “Gli appelli dello Spirito Santo”
 
  mercoledì 2 maggio: “ La nostra risposta ai differenti  appelli”
 
  giovedì 3 maggio: “ Liturgia eucaristica di invio nella cappella di San Cirillo della Basilica di S. Clemente”
 
 La maggior parte delle nostre comunità nell’Europa Orientale sono inserite in un contesto ortodosso, questo significa che rispondere agli appelli della Chiesa nelle nostre realtà d’oggi, comporta un serio impegno nel campo dell’ecumenismo. Come realizzare questa “missione ecumenica”, che il Capitolo Generale dell’anno 2005 ha indicato come priorità per tutta la Congregazione?

Per approfondire questo problema abbiamo usufruito del competente apporto di un giovane padre gesuita sloveno che lavora da qualche tempo a Roma presso il Consiglio Pontificale per la promozione dell’unità dei cristiani.

Il P. Milan Zust ha sottolineato a più riprese la dimensione spirituale dell’impegno ecumenico. Occorre una conversione personale permanente, che ci apra all’azione dello Spirito e ne sia il fondamento necessario. La preghiera è lo strumento privilegiato per poter vivere delle relazioni fraterne, perché l’unità e la comunione della Chiesa sono prima di tutto dono che occorre chiedere ed accogliere.

 Saper riconoscere le ricchezze dell’altro, valorizzare quello che ci unisce piuttosto che quello che ci divide e superare i pregiudizi reciproci, sono le attitudini che occorre promuovere per progredire nel cammino ecumenico.
 
Il P. Richard Lamoureux ci ha aiutati ha sviluppare il tema del secondo giorno.
La presenza della nostra Congregazione nell’Europa dell’Est è motivata da tre fattori:
1) La storia. Vale a dire l’eredità che ci hanno lasciato coloro che ci hanno preceduto.
2) La volontà del Capito Generale
3) La volontà di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI che hanno fatto dell’impegno per l’unità della Chiesa una delle loro priorità apostoliche.
 
L’impegno ecumenico ed il dialogo interreligioso, sono in primo luogo una vocazione;  la risposta ad un appello che ci è stato fatto da Dio attraverso la nostra Congregazione.
Occorre dunque essere attenti all’azione dello Spirito Santo nelle nostre realtà di vita ed allo stesso tempo condividere con generosità la grazia speciale ce abbiamo ricevuto.
 
La giornata di mercoledì 2 maggio è stata consacrata a sviluppare delle piste di riflessione per rispondere concretamente agli appelli delle nostre realtà d’inserzione. Questo tempo di confronto e condivisione ci ha permesso di precisare meglio le nostre motivazioni e i nostri bisogni. Alla fine di questa giornata abbiamo scritto un messaggio indirizzato a tutti confratelli e consorelle della famiglia dell’Assunzione.
 
È stato del tutto naturale decidere di ritrovarci la mattina del giorno dopo nella Basilica di S. Clemente, dove abbiamo celebrato una messa conclusiva. S. Clemente è un luogo molto simbolico perché è qui che si trovano le reliquie e la tomba di S. Cirillo. Con il fratello Metodio Cirillo è patrono e protettore dei popoli slavi. Due fratelli e due santi a noi particolarmente cari perché hanno dedicato tutta la loro vita  per unire gli uomini in Cristo.
 

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l'intervento del P. Milan Žust S.J.                    (in francese)

   

Stage di formazione Plovdiv (Bulgaria) 25 agosto 14 settembre 2007

Il Cristo trasfigurato nella tradizione ortodossa

Bose, 16-19 septembre 2007