I cinque difetti di Gesù

 

Quest’anno, uno dei momenti più significativi della commemorazione dei nostri tre beati martiri bulgari, è stato senza dubbio il ritiro predicato da P. Giuliano. Il tema del martirio ci ha immersi in una profonda riflessione sulla testimonianza cristiana. A partire da Gv. 15,9: “«Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi” P. Giuliano ci diceva che: “…il martire, il santo, il beato, è colui che riconosce di essere amato, e che continuamente si meraviglia di essere amato da Dio …”

  Il martirio della Vergine Maria

Il primo martirio che bisogna considerare per comprendere tutti gli altri, è quello della Vergine Maria, come ben rileva S. Bernardo, nell’omelia che si trova nell’ufficio delle letture del 15 settembre. Non è necessario versare il proprio sangue per essere dei martiri. Il martirio più comune, non richiede il dono della vita, la morte in croce, ma di vivere all’ombra della croce. Coperto dai propri peccati,ostacolato dai propri limiti, il testimone accetta di restare all’ombra della croce. Come diceva S. Alberto il grande: “ la vita cristiana è all’ombra della croce”.


Il martire: una persona rivestita di Cristo.


La lettura dell’Apocalisse ed in particolare dei capitoli 6 e 7, ci ha permesso di contemplare il martire come persona rivestita di Cristo.
“ Quindi uno dei Vegliardi prese la parola e mi disse: «Costoro che sono avvolti in vesti candide, sai tu chi sono e da dove sono venuti?». (Ap. 7,13).

Alla prima domanda non c’è risposta. La risposta è unicamente sul luogo di provenienza: “Essi sono quelli che vengono dalla grande tribolazione: hanno lavato le loro vesti rendendole candide nel sangue dell' Agnello.” (Ap.7,14).
Le vesti sono state rese candide dal sangue dell’Agnello!

Il martirio, è una risposta d’amore all’Amore che ci ama.


“ Ho abbandonato ogni cosa per seguire Cristo, perché amo i difetti di Gesù”.
Questo disse msg, Ngyen,vescovo vietnamita che trascorse 13 anni in prigione di cui 9 in isolamento, quando nell’anno 2000 predicò gli esercizi spirituali a Papa Giovanni Paolo II.
Ma quali sono questi difetti di Gesù?


1. Gesù non ha una buona memoria.

Sulla croce il buon ladrone gli dice: «Gesù, ricordati di me, quando andrai nel tuo regno». E Gesù risponde: «In verità ti dico: oggi, sarai con me in paradiso». Gesù gli avrebbe potuto dire: “Sì d’accordo, ma almeno…qualche anno di purgatorio”. E invece: “Oggi sarai con me in paradiso!”


2. Gesù conosce la matematica
Nella parabola della pecora smarrita (Lc 15,4-7), per Gesù una pecora equivale a 99!


3. Gesù non conosce la logica
Quando la donna che ha perduto la dramma, la ritrova, chiama gli amici ed i vicini per far festa: “"Fate festa con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta". (Lc15,6). Chiamare i vicini per far festa…questo gli sarà costato ben più caro della dramma perduta!
“il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce” (Pascal, Pensieri n.477).


4. Gesù è un avventuriero.
Quelli che vogliono riuscire nella politica o nell’economia, curano la loro immagine, si fanno della pubblicità. Gesù non fa niente di tutto questo. Al contrario, la sua proposta sembra votata fin dall’inizio al fallimento. (confronta il programma delle Beatitudini, sembra impossibile da mettere in pratica! ). A quelli che lo seguono, egli offre persecuzioni e processi.


5. Gesù non se ne intende nè di finanza nè di economia.
Nella parabola degli operai inviati a lavorare nella vigna, assistiamo ad un trattamento salariale che sarebbe catastrofico per ogni azienda. Paga col salario di un giorno quelli che hanno lavorato solo un’ora! Gesù è un amministratore irresponsabile!

 

Perché Gesù ha questi difetti? Perché è amore. L’amore, quello autentico, non calcola e non pone condizioni.

Padre Giuliano a concluso il nostro mini ritiro con queste parole: “ La passione per il Regno che il nostro fondatore, il P. d’Alzon, ha messo nel cuore delle nostre Congregazioni, è una fiamma che brucia nel più profondo della nostra esistenza.

All’ombra della Croce, siamo tutti riuniti con quelli che hanno accettato di donare la loro vita “goccia a goccia”, nella fedeltà, il più delle volte, senza grandi risultati, senza grandi gratificazioni, se non quella di rispondere attraverso la loro vita, all’affezione di cui si sono sentiti avvolti e che è all’origine della loro vocazione.

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